L’autostima è una componente essenziale dell’empowerment, ovvero lo sviluppo delle proprie potenzialità di realizzazione, valorizzazione e rafforzamento dell’identità personale. Proviamo ad introdurre meglio l’argomento con una novella.
Nelle mani del destino
Un grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi. Durante la marcia si fermò a un tempio scintoista e disse ai suoi uomini: “Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino.” Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà. “Nessuno può cambiare il destino” disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia. “No davvero” disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt’e due le facce.
Si potrebbe dire che il protagonista della storia ha dimostrato grandi capacità di empowerment, ovvero non solo fiducia in se stesso, ma anche volontà di assumere un ruolo attivo, in modo da crearsi le condizioni favorevoli. Un empowerment efficace consente di mobilitare le proprie competenze per esercitare un controllo realistico sugli eventi, sulle situazioni in cui si è coinvolti: si fronteggiano i cambiamenti imposti e si producono le condizioni per i cambiamenti desiderati.
Per sfruttare al meglio l’empowerment è fondamentale evitare di cadere vittime di alcuni atteggiamenti negativi che distorcono la realtà:
Le persone hanno competenze differenti: la conoscenza e la fiducia in esse sono fondamentali per intervenire sulle situazioni sfavorevoli e cercare di trasformarle a proprio vantaggio. Per intervenire in modo efficace nelle situazioni bisogna però anche sapersene distaccare: guardarle in modo obiettivo, considerandone tutti gli aspetti e le possibilità, senza lasciarsi condizionare dai fattori irrazionali.