Lo studente strategico: Autostima e valorizzazione di sé

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L’EMPOWERMENT

L’autostima è una componente essenziale dell’empowerment, ovvero lo sviluppo delle proprie potenzialità di realizzazione, valorizzazione e rafforzamento dell’identità personale. Proviamo ad introdurre meglio l’argomento con una novella.

 

Nelle mani del destino

Un grande guerriero giapponese che si chiamava Nobunaga decise di attaccare il nemico sebbene il suo esercito fosse numericamente soltanto un decimo di quello avversario. Lui sapeva che avrebbe vinto, ma i suoi soldati erano dubbiosi. Durante la marcia si fermò a un tempio scintoista e disse ai suoi uomini: “Dopo aver visitato il tempio butterò una moneta. Se viene testa vinceremo, se viene croce perderemo. Siamo nelle mani del destino.” Nobunaga entrò nel tempio e pregò in silenzio. Uscì e gettò una moneta. Venne testa. I suoi soldati erano così impazienti di battersi che vinsero la battaglia senza difficoltà. “Nessuno può cambiare il destino” disse a Nobunaga il suo aiutante dopo la battaglia. “No davvero” disse Nobunaga, mostrandogli una moneta che aveva testa su tutt’e due le facce.

Tratto da: Nyogen Senzaki e Paul Reps,
101 storie zen

Si potrebbe dire che il protagonista della storia ha dimostrato grandi capacità di empowerment, ovvero non solo fiducia in se stesso, ma anche volontà di assumere un ruolo attivo, in modo da crearsi le condizioni favorevoli. Un empowerment efficace consente di mobilitare le proprie competenze per esercitare un controllo realistico sugli eventi, sulle situazioni in cui si è coinvolti: si fronteggiano i cambiamenti imposti e si producono le condizioni per i cambiamenti desiderati.

Per sfruttare al meglio l’empowerment è fondamentale evitare di cadere vittime di alcuni atteggiamenti negativi che distorcono la realtà:


Atteggiamenti negativi di distorsione della realtà
DISTORSIONE DESCRIZIONE
Principio del tutto o niente É l’atteggiamento di chi vede tutto bianco o nero, senza considerare le molteplici sfumature della realtà, senza possibilità di mediazione.
Generalizzazione È l’errore di considerare un insuccesso circoscritto come una regola generale, valida anche in contesti differenti. “Ho fallito biologia quindi non riuscirò mai all’Università”.
Filtro mentale È la tendenza a sottolineare solo gli aspetti negativi delle situazioni, senza notare quelli positivi.
Giungere a conclusioni affrettate È la tendenza ad assumere un atteggiamento negativo, anche in assenza di indizi che lascino presagire il peggio. Il tipico esempio è quello dello studente preparato, convinto comunque che l’esame andrà male. E non c’è come crede qualcosa fermamente per renderla vera.
Negare o sminuire gli aspetti positivi delle situazioni Ogni esperienza contiene qualcosa di positivo, persino il fallimento, perché può insegnare a correggere degli aspetti.
Esaltare/minimizzare È la tendenza a confrontarsi costantemente con gli altri, esasperando i lati negativi di sé e sminuendo quelli positivi.
Ragionare emotivamente È la tendenza a considerare i sentimenti negativi nei propri confronti veritieri, anche in assenza di prove oggettive. Pensare ad esempio di non valere nulla anche se in passato si sono sicuramente fatte delle cose buone. A tutti capitano dei momenti negativi, ma non è da questi che si ricava un giudizio completo sulle proprie capacità.
Dovere È l’errore di chi ragiona esclusivamente sulla base di “dovrei” e “non dovrei”, alimentando spesso sensi di colpa quando non consegue l’obiettivo. Personalizzare è la tendenza ad attribuire a se stessi la colpa e la responsabilità di eventi al di fuori del proprio controllo (es.: “Se farà un incidente sarà tutta colpa mia”).

Le persone hanno competenze differenti: la conoscenza e la fiducia in esse sono fondamentali per intervenire sulle situazioni sfavorevoli e cercare di trasformarle a proprio vantaggio. Per intervenire in modo efficace nelle situazioni bisogna però anche sapersene distaccare: guardarle in modo obiettivo, considerandone tutti gli aspetti e le possibilità, senza lasciarsi condizionare dai fattori irrazionali.


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