Uno degli elementi che può influire sull’autostima sono i commenti e le opinioni che gli altri esprimono su di noi. Siamo tutti sottoposti a delle critiche, alcune di tipo costruttivo, finalizzate al miglioramento, altre manipolativo, ovvero volte a creare imbarazzo. Mentre le prime possono essere uno stimolo, se prese positivamente, le seconde creano disagio, senso di colpa, ansia, rendono difficile l’uso di comportamenti positivi, a discapito dell’autostima. Alcuni studenti sono eccessivamente sensibili alle critiche, spesso perché credono poco in se stessi.
Di fronte ad una critica, bisogna innanzi tutto valutare se sia di tipo costruttivo o meno. Nel primo caso può essere uno strumento di crescita, nel secondo va affrontata correttamente. Le critiche manipolative sono riconoscibili chiaramente da alcuni elementi:
| CARATTERISTICA | ESEMPIO |
|---|---|
| Sono rivolte alla persona nel suo insieme invece che verso il singolo comportamento eventualmente sbagliato. | “Non capisci niente!” |
| Suscitano idee negative e distorte che la persona può avere di sé. | “Ma non ti accorgi di essere stupido?” |
| Sono generalizzazioni errate. | “Sei in ritardo quindi sei inaffidabile” “Hai sbagliato perché sei un incapace” |
| Presentano deduzioni arbitrarie. | “Non mi capisci mai” “Non passiamo mai del tempo insieme” |
| Usano impropriamente avverbi qualitativi e quantitativi. | “Mi critichi sempre” “Non imparerai mai” |
| Ingigantiscono gli errori. | “Chi si comporta come te non concluderà mai niente di buono nella vita” |
| Ostacolano o interrompono i tentativi di difesa, cambiando discorso o finendo le frasi dell’altro, interrompendo. | “Quello che volevo dire è…” “Meglio chiudere qui il discorso, parliamo piuttosto di cose importanti” |
Una volta individuata la critica manipolativa, si dovrebbe capire perché é stata fatta, quale contesto l’ha generata. Quindi occorre fronteggiarla nel modo migliore. L’importante è cercare di non alzare mai i toni della discussione, iniziando ad accusarsi a vicenda. In ogni discussione bisognerebbe sforzarsi di non perdere di vista l’obiettivo. Se la critica si punta su un errore effettivamente commesso è bene ammetterlo ed assumersene la responsabilità. In caso contrario può essere utile chiedere spiegazioni per evitare che siano formulate generalizzazioni errate o per porre in evidenza gli errori logici (es.: “Se sei così disordinata non diventerai mai un buon medico”).
Non tutte le critiche comunque sono manipolative, anzi molte possono essere volte al benessere, all’aiuto dell’altro, anche se possono generare tensione. Non bisogna chiudersi a priori davanti a qualsiasi critica, ma valutare caso per caso, capire che in alcuni contesti non è la persona ad essere giudicata negativamente, ma parte del suo operato.